




In occasione del 210° anniversario della prima rappresentazione dell’opera il 20 febbraio 1816 a Roma

Il barbiere di Siviglia è una delle opere più popolari, con centinaia di spettacoli ogni anno in molti teatri d’opera in tutto il mondo. Musica vivace, una sequenza continua di numeri virtuosi e intrighi comici hanno reso quest’opera una delle preferite dal pubblico sin dalla sua prima a Roma al Teatro Argentina nel febbraio 1816. Sorprendentemente, l’opera è stata composta da Gioacchino Rossini in poco meno di tre settimane, con una sequenza di fuochi d’artificio di numeri virtuosi per i protagonisti del pezzo di teatro, La famosa apertura non contiene nessuno dei temi musicali dell’opera ed è molto probabilmente una rielaborazione del materiale precedente di Rossini per le opere precedenti,
La trama

La trama dietro l’opera di Rossini è una storia collaudata di Pierre Beaumarchais, popolare con il teatro comico a Parigi dal 1775. Il barbiere di Siviglia racconta la storia della bella Rosina e del conte di Almaviva che vuole sposarla. L’ostacolo è il vecchio guardiano della ragazza, Don Bartolo, che è determinato a sposare Rosina per la dote e non ha intenzione di lasciare che un giovane sconvolga i suoi piani. Il conte di Almaviva deve quindi ricorrere agli stratagemmi. Don Bartolo vaga con travestimenti e false identità. Riceve aiuto da Figaro, il barbiere del suo amico ma al servizio del suo vecchio rivale, finché non riesce a far innamorare Rosina, che tuttavia crede di ricambiare un certo Lindoro. Ma una volta rivelata la vera identità e rinunciato alla dote, il Conte riesce finalmente a sposare la sua amata.
A firework of musical numbers

Il barbiere di Siviglia è un capolavoro di opera comica, con musica e una trama che sono sopravvissute a più di duecento anni di spettacoli in tutto il mondo, il libretto è stato scritto da Cesare Sterbini, basato sulla commedia francese di Pierre Beaumarchais Le Barbier de Séville, un’opera teatrale che era stata utilizzata come trampolino di lancio ispiratrice per molte opere. La versione di Rossini sembra essere l’unica che sta restendo alla prova del tempo, con molte rappresentazioni ogni anno dopo la sua prima nel 1816, la colonna sonora di Rossini include alcuni brani famosi: tra questi, “Largo al factotum”, la cui popolarità ha portato alla sua fortuna. La cavatina per voce femminile, Una voce poco fa, cantata da Rosina, è un altro pezzo di bravura ed è stato cantato anche trasposto per voci diverse, secondo le caratteristiche dell’interprete,
La fama immortale de “Il barbiere di Siviglia”
La prima al Teatro Argentina di Roma il 20 febbraio 1816, intitolata “Almaviva o sia L’inutile precauzione”, fu un fiasco per le proteste dei fans di Paisiello, ma il trionfo arrivò la sera dopo, oscurando ogni versione precedente e diventando sinonimo di opera buffa. Ancora nel 1905, il tenore Angelo Masini la scelse per il suo addio alle scene, confermando il suo status iconico.
A un dottor della mia sorte è una delle arie divertenti più difficili dell’intero repertorio operistico, un pezzo di abilità per un basso; la melodia segue il tono noioso del Dr. Bartolo, e poi a un certo punto (da “Signorina un’altra volta”) acquisisce un tono molto eccitato; le parole diventano una sillaba martellante, appena distinguibile l’una dall’altra: mantenere il ritmo e segnare i suoni in modo comprensibile è davvero un’impresa per coloro che lo eseguono. Sembra quasi un “rap” ante litteram!
Prestazioni globali storiche
Rappresentata ovunque, debuttò a New York nel 1825 come prima opera italiana negli USA e a New Orleans nel 1823 in francese; al Metropolitan Opera è un pilastro, con produzioni recenti come quella del 2025 con Aigul Akhmetshina. A La Scala, Glyndebourne e Covent Garden, ha visto allestimenti memorabili, come quello di Jean-Pierre Ponnelle nel 1972.
Registrazioni e interpretazioni chiave
Tra le milestone, la storica incisione del 1956 con Maria Callas, Luigi Alva, Tito Gobbi e Carlo Maria Giulini alla Scala; il 1957 con Callas e Alceo Galliera; o quella del 1971 con Teresa Berganza, Claudio Abbado e Hermann Prey. Video iconici includono il 1989 al Met con Kathleen Battle e Rockwell Blake.
Motivi del successo perenne
Il suo appeal risiede nell’energia travolgente dell’ouverture, arie iconiche come “Largo al factotum” e “Una voce poco fa”, virtuosismi vocali brillanti e trama intrisa di inganni amorosi, rendendola irresistibile per teatri come La Scala, Met e Royal Opera House. Questa miscela di comicità beaumarchaisiana e genio rossiniano garantisce repliche continue in tutto il mondo.


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