Arte astratta 🔲🖌👨🏼‍🎨

La rappresentazione artistica: dalla realtà ai concetti astratti

Swinging, di Wassily Kandinsky, 1925, Tate Modern, London

Il Rinascimento italiano fu un periodo in cui gli artisti iniziarono a usare tecniche naturalistiche nelle loro opere d’arte. I pittori cominciarono a creare dipinti realistici che sembravano oggetti reali. Uno dei più grandi capolavori d’arte creati in questo periodo è la Gioconda di Leonardo Da Vinci; questo è un esempio di come gli artisti sono passati progressivamente dall’uso di colori primari a combinazioni di colori più complessi nelle loro opere d’arte. Usavano quindi tecniche naturalistiche per rendere i loro dipinti più realistici. Con l’inizio del XIX secolo un movimento artistico progressista, sperimentato da Wassily Kandinsky, iniziò a utilizzare approcci concettuali simili e opposti ai pittori del Rinascimento per allontanarsi dalla rappresentazione della realtà e dall’uso di colori realistici nella pittura. L’astrattismo è uno dei movimenti artistici più rivoluzionari della storia dell’arte.

Piet Mondrian, Composizione con rosso, blu e giallo, 1930, Kunsthaus Zürich

La prima arte astratta utilizzava dei colori primari per rappresentare le idee; ad esempio, i colori primari si riferiscono al rosso, al blu e al giallo. In seguito, gli artisti hanno usato colori primari più complessi per creare dipinti che assomigliano alla realtà. I colori artificiali sono usati anche nell’arte astratta; esempi di questi colori includono oro, argento e platino. Questo perché il colore di questi metalli è molto più ricco degli altri che usiamo nella produzione del nostro cibo, abbigliamento e decorazioni per la casa. Il pittore olandese Piet Mondrian è stato un precursore innovativo dell’arte astratta, che ha utilizzato i colori primari e le forme geometriche di base per esprimere nuove direzioni concettuali per la pittura.

Jackson Pollock, Senza titolo, Metropolitan Museum of New York

Molte persone, me compreso, trovano affascinante l’arte astratta. Essenzialmente, l’arte astratta si riferisce all’arte che utilizza colori naturali e artificiali per rappresentare le idee. L’arte astratta prospera sulla tensione, una rottura deliberata dalla superficie visibile del mondo. A differenza degli specchi fedeli del realismo – basti pensare alle tele rinascimentali che catturano ogni piega di drappeggio o luccichio di luce – l’astrazione rifiuta la mimesi. Non fotografa un albero; evoca l’idea di crescita, caos o quiete attraverso tratti, colori e forme grezzi. Questo cambiamento, sperimentato da pionieri come Kandinsky e Mondrian all’inizio del XX secolo, ci impone di affrontare il disagio: i nostri occhi bramano il riconoscimento, eppure l’astrazione affama quell’istinto. La tensione centrale sta nella comunicazione. In che modo una spruzzata di cremisi o una linea frastagliata trasmette “ansia” senza una fronte corrugata o un cielo tempestoso? Costringe gli spettatori ad abbandonare il letteralismo, immergendosi nell’interpretazione personale. Le gocce di Pollock non sono pozzanghere; sono frenesia esistenziale. I campi di colore di Rothko non sono tramonti; sono abissi emotivi, che ci trascinano nel vuoto sublime. Questa astrazione rischia l’oscurità – i critici talvolta l’hanno liquidata come “giochi da bambini” – ma in essa pulsa il suo potere. Evitando il disordine della realtà, distilla idee pure: gioia come un’esplosione di giallo, disperazione come indaco ferito. In definitiva, la tensione dell’arte astratta libera. Non rispecchia il mondo esterno, ma le profondità indisciplinate della mente, sfidandoci a vedere oltre le superfici nell’impulso elettrico dell’idea.

Dischi in rilievo, Robert Delaunay, 1936

Dischi in rilievo è un esempio eccezionale dell’iconico linguaggio pittorico di Robert Delaunay che si concentra sui contrasti simultanei di colore con forme circolari. Delaunay e sua moglie, Sonia Delaunay, hanno segnato la Parigi del XX secolo come pionieri dell’Orfismo, un movimento fondato sui principi del cubismo e dedicato all’esplorazione del rapporto tra luce e colore. L’Orfismo ha cercato di incoraggiare una nuova esperienza fisica trasportando lo spettatore a un livello superiore di coscienza.

Composizione, Theo van Doesburg, 1918, Solomon Guggenheim Museum

Anche gli artisti hanno fatto questo passo verso il realismo nel XX secolo con pezzi minimalisti, come i dipinti a goccia di Pollock o le sculture grisaille di Newman. Per questi pezzi, sono state utilizzate sia tecniche tradizionali che non tradizionali per creare arte che sembra una forma o un’idea pura. Ad esempio, alcune tecniche tradizionali utilizzate nella realizzazione di un’opera d’arte includono disegnare linee con una matita, aggiungere colore con un pennello e montare un pezzo su una cornice o un oggetto. Un artista deciderà quindi come sarà l’opera finale prima di crearla effettivamente.

L’arte astratta è unica rispetto ad altre forme d’arte perché non segue tecniche tradizionali o non tradizionali per rappresentare un’idea, ma piuttosto raffigura un’idea stessa. Invece di rappresentare qualcosa di reale, gli artisti astratti raffigurano qualcosa di metaforico o astratto attraverso l’uso di colori primari e artificiali, tecniche realistiche, minimalismo e tecniche non tradizionali, come ad esempio l’arte ottica.

Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale Victor Vasarely iniziò a stabilire un nuovo movimento artistico ispirato alle sue influenze derivanti dall’espressionismo astratto e dallo stile Bauhaus. Il vivace ambiente artistico a Parigi all’epoca era lo sfondo perfetto per lo sviluppo di nuove esplosioni creative. L’idea principale era la generazione di un effetto fluttuante e dinamico su un dipinto attraverso la giustapposizione di colori contrastanti e motivi geometrici.

Considerato uno dei leader del movimento op art, Victor Vasarely iniziò a sperimentare negli anni ‘30 con prospettive, effetti strutturali, ombre e luci per rendere illusioni ottiche. Supernovae è un tipico esempio di arte ottica, realizzato utilizzando solo forme in bianco e nero e geometriche per ottenere l’illusione di un effetto tridimensionale sulla tela.


Figlio di Victor Vasarely, Jean-Pierre Yvaral seguì le orme di suo padre e continuò a sperimentare dipinti che mostravano effetti ottici. Con Ambiguous Structure n. 92 ha ottenuto uno straordinario effetto ottico 3D utilizzando colori contrastanti e forme geometriche con toni rossi e viola

Per molti anni Bridget Riley ha dipinto solo usando il bianco e nero, mentre negli ultimi anni della sua carriera ha iniziato a usare i colori e questo dipinto esposto alla Tate Modern, Nataraja, è una meravigliosa interpretazione dei concetti di opart in combinazione con una miriade di colori, ispirati all’arte tradizionale indiana.


L’arte astratta in Italia: un’esplosione di colore e forma

L’arte astratta in Italia ha radici profonde nel dopoguerra, emergendo come risposta alla ricostruzione culturale dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. A differenza del realismo figurativo dominante nel Rinascimento, l’astrattismo italiano privilegia l’espressione emotiva attraverso linee, colori e geometrie pure, liberandosi dalla rappresentazione della realtà visibile. Movimenti come il MAC (Movimento Arte Concreta), fondato nel 1948 a Milano da Atanasio Soldati e Galliano Mazzon, hanno posto le basi per un’astrazione rigorosa e “concreta”, influenzata dal neoplasticismo di Mondrian.

Concetto spaziale. Attese, Lucio Fontana, 1964,
Cementite su tela, 190,3 x 115,5 cm. Torino, Galleria d’Arte Moderna.

Tra i maestri spicca Lucio Fontana, pioniere dello Spazialismo negli anni ’40. Le sue “tele bucate” (Concetti spaziali) non dipingono: perforano lo spazio, simboleggiando l’infinito cosmico e aprendo porte a nuove dimensioni. Emilio Vedova, veneziano, porta dinamismo esplosivo nei suoi cicli come Spleens (1950s), dove gesti violenti di nero e rosso evocano rabbia sociale e esistenziale, anticipando l’informale.

Negli anni ’50-’60, il gruppo Fronte Nuovo delle Arti include talenti come Afro Basaldella, con composizioni liriche e materiche, e Ennio Morlotti, maestro del “frontale”: campi cromatici vibranti che pulsano di energia interiore. Alberto Burri, umbro, rivoluziona con i suoi Cretti e combinazioni di plastica bruciata, trasformando il quadro in reliquiario tattile. Oggi, artisti come Carlo Alfano o Mimmo Paladino (ibridando astratto e segno) mantengono vivo il filo.

L’astrattismo italiano tensiona tra rigore geometrico e lirismo gestuale, riflettendo l’anima nazionale: passione contenuta in forma pura. Musei come il MART di Rovereto custodiscono questo patrimonio, invitando a un’astrazione che parla all’universo interiore.

Riferimenti bibliografici online essenziali

Ecco 5 riferimenti online in italiano particolarmente utili per studiare l’arte astratta, con breve sintesi in italiano e link:

  1. Edizioni Atlas – “L’Astrattismo. La lezione digitale”
    https://www.edatlas.it/it/magazine/servizi-per-il-docente/astrattismo-lezione-digitale
    Pagina pensata per la didattica scolastica, offre una chiara introduzione storica all’astrattismo tra 1910 e 1915, spiegando la rottura con la rappresentazione figurativa e la nascita dell’arte come puro mezzo espressivo di segni, linee e colori.
  2. Storiologia – “L’Astrattismo” (sezione correnti culturali)
    https://www.storiologia.it/movimenti/corr08.htm
    Scheda sintetica su correnti culturali in cui l’astrattismo è presentato come movimento artistico del Novecento, con cenno alle prime mostre d’arte astratta in Italia (Kandinskij 1934, Torino e Roma) e al ruolo di artisti come Magnelli nell’affermazione della pittura astratta “puramente” non figurativa.
  3. Studocu – “Arte astratta: evoluzione e filosofia dall’inizio al modernismo”
    https://www.studocu.com/it/document/accademia-di-belle-arti-di-venezia/storia-dellarte-contemporanea/arte-astratta-pdf/35691902
    File‑PDF riassuntivo usato come studio universitario, che traccia l’evoluzione dell’arte astratta dal suo avvio alle correnti moderniste, distinguendo tra astrazione di tipo emotivo‑simbolico e astrazione geometrico‑razionale, con focus su colore, ritmo e forma.
  4. Kunstplaza – “Arte astratta – panoramica del movimento non figurativo”
    https://www.kunstplaza.de/it/periodi-artistici/arte-astratta-movimento-artistico-non-rappresentativo/
    Breve panoramica divulgativa in italiano che definisce l’arte astratta come pratica non figurativa, spiegando come linee, forme, colore e segni gestuali sostituiscano la rappresentazione realistica, con cenno alle principali declinazioni nella pittura e nella scultura contemporanee.
  5. Centro Studi Osvaldo Licini – “Astratto” (pagina dedicata all’astrazione di Licini)
    https://www.centrostudiosvaldolicini.it/astratto
    Pagina monografica che illustra la “svolta astratta” di Osvaldo Licini, pittore marchigiano, analizzando la sua evoluzione dagli anni Trenta verso un’astrazione precoce nel panorama italiano, con riferimenti a soggiorni parigini e al dialogo con gruppi milanesi come la galleria Il Milione.
Menu della sezione di Arti visive di questo blog
Menu della sezione in italiano di questo blog

Puoi seguirmi anche sui miei altri canali di social media:

E iscriverti agli aggiornamenti via e-mail da questo blog:


Discover more from Words, Colours and Notes

Subscribe to get the latest posts sent to your email.

Leave a Reply