






La rappresentazione artistica: dalla realtà ai concetti astratti

Il Rinascimento italiano fu un periodo in cui gli artisti iniziarono a usare tecniche naturalistiche nelle loro opere d’arte. I pittori cominciarono a creare dipinti realistici che sembravano oggetti reali. Uno dei più grandi capolavori d’arte creati in questo periodo è la Gioconda di Leonardo Da Vinci; questo è un esempio di come gli artisti sono passati progressivamente dall’uso di colori primari a combinazioni di colori più complessi nelle loro opere d’arte. Usavano quindi tecniche naturalistiche per rendere i loro dipinti più realistici. Con l’inizio del XIX secolo un movimento artistico progressista, sperimentato da Wassily Kandinsky, iniziò a utilizzare approcci concettuali simili e opposti ai pittori del Rinascimento per allontanarsi dalla rappresentazione della realtà e dall’uso di colori realistici nella pittura. L’astrattismo è uno dei movimenti artistici più rivoluzionari della storia dell’arte.

La prima arte astratta utilizzava dei colori primari per rappresentare le idee; ad esempio, i colori primari si riferiscono al rosso, al blu e al giallo. In seguito, gli artisti hanno usato colori primari più complessi per creare dipinti che assomigliano alla realtà. I colori artificiali sono usati anche nell’arte astratta; esempi di questi colori includono oro, argento e platino. Questo perché il colore di questi metalli è molto più ricco degli altri che usiamo nella produzione del nostro cibo, abbigliamento e decorazioni per la casa. Il pittore olandese Piet Mondrian è stato un precursore innovativo dell’arte astratta, che ha utilizzato i colori primari e le forme geometriche di base per esprimere nuove direzioni concettuali per la pittura.

Molte persone, me compreso, trovano affascinante l’arte astratta. Essenzialmente, l’arte astratta si riferisce all’arte che utilizza colori naturali e artificiali per rappresentare le idee. L’arte astratta prospera sulla tensione, una rottura deliberata dalla superficie visibile del mondo. A differenza degli specchi fedeli del realismo – basti pensare alle tele rinascimentali che catturano ogni piega di drappeggio o luccichio di luce – l’astrazione rifiuta la mimesi. Non fotografa un albero; evoca l’idea di crescita, caos o quiete attraverso tratti, colori e forme grezzi. Questo cambiamento, sperimentato da pionieri come Kandinsky e Mondrian all’inizio del XX secolo, ci impone di affrontare il disagio: i nostri occhi bramano il riconoscimento, eppure l’astrazione affama quell’istinto. La tensione centrale sta nella comunicazione. In che modo una spruzzata di cremisi o una linea frastagliata trasmette “ansia” senza una fronte corrugata o un cielo tempestoso? Costringe gli spettatori ad abbandonare il letteralismo, immergendosi nell’interpretazione personale. Le gocce di Pollock non sono pozzanghere; sono frenesia esistenziale. I campi di colore di Rothko non sono tramonti; sono abissi emotivi, che ci trascinano nel vuoto sublime. Questa astrazione rischia l’oscurità – i critici talvolta l’hanno liquidata come “giochi da bambini” – ma in essa pulsa il suo potere. Evitando il disordine della realtà, distilla idee pure: gioia come un’esplosione di giallo, disperazione come indaco ferito. In definitiva, la tensione dell’arte astratta libera. Non rispecchia il mondo esterno, ma le profondità indisciplinate della mente, sfidandoci a vedere oltre le superfici nell’impulso elettrico dell’idea.

Dischi in rilievo è un esempio eccezionale dell’iconico linguaggio pittorico di Robert Delaunay che si concentra sui contrasti simultanei di colore con forme circolari. Delaunay e sua moglie, Sonia Delaunay, hanno segnato la Parigi del XX secolo come pionieri dell’Orfismo, un movimento fondato sui principi del cubismo e dedicato all’esplorazione del rapporto tra luce e colore. L’Orfismo ha cercato di incoraggiare una nuova esperienza fisica trasportando lo spettatore a un livello superiore di coscienza.

Anche gli artisti hanno fatto questo passo verso il realismo nel XX secolo con pezzi minimalisti, come i dipinti a goccia di Pollock o le sculture grisaille di Newman. Per questi pezzi, sono state utilizzate sia tecniche tradizionali che non tradizionali per creare arte che sembra una forma o un’idea pura. Ad esempio, alcune tecniche tradizionali utilizzate nella realizzazione di un’opera d’arte includono disegnare linee con una matita, aggiungere colore con un pennello e montare un pezzo su una cornice o un oggetto. Un artista deciderà quindi come sarà l’opera finale prima di crearla effettivamente.
L’arte astratta è unica rispetto ad altre forme d’arte perché non segue tecniche tradizionali o non tradizionali per rappresentare un’idea, ma piuttosto raffigura un’idea stessa. Invece di rappresentare qualcosa di reale, gli artisti astratti raffigurano qualcosa di metaforico o astratto attraverso l’uso di colori primari e artificiali, tecniche realistiche, minimalismo e tecniche non tradizionali, come ad esempio l’arte ottica.
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale Victor Vasarely iniziò a stabilire un nuovo movimento artistico ispirato alle sue influenze derivanti dall’espressionismo astratto e dallo stile Bauhaus. Il vivace ambiente artistico a Parigi all’epoca era lo sfondo perfetto per lo sviluppo di nuove esplosioni creative. L’idea principale era la generazione di un effetto fluttuante e dinamico su un dipinto attraverso la giustapposizione di colori contrastanti e motivi geometrici.
Considerato uno dei leader del movimento op art, Victor Vasarely iniziò a sperimentare negli anni ‘30 con prospettive, effetti strutturali, ombre e luci per rendere illusioni ottiche. Supernovae è un tipico esempio di arte ottica, realizzato utilizzando solo forme in bianco e nero e geometriche per ottenere l’illusione di un effetto tridimensionale sulla tela.


Figlio di Victor Vasarely, Jean-Pierre Yvaral seguì le orme di suo padre e continuò a sperimentare dipinti che mostravano effetti ottici. Con Ambiguous Structure n. 92 ha ottenuto uno straordinario effetto ottico 3D utilizzando colori contrastanti e forme geometriche con toni rossi e viola
Per molti anni Bridget Riley ha dipinto solo usando il bianco e nero, mentre negli ultimi anni della sua carriera ha iniziato a usare i colori e questo dipinto esposto alla Tate Modern, Nataraja, è una meravigliosa interpretazione dei concetti di opart in combinazione con una miriade di colori, ispirati all’arte tradizionale indiana.

L’arte astratta in Italia: un’esplosione di colore e forma
L’arte astratta in Italia ha radici profonde nel dopoguerra, emergendo come risposta alla ricostruzione culturale dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale. A differenza del realismo figurativo dominante nel Rinascimento, l’astrattismo italiano privilegia l’espressione emotiva attraverso linee, colori e geometrie pure, liberandosi dalla rappresentazione della realtà visibile. Movimenti come il MAC (Movimento Arte Concreta), fondato nel 1948 a Milano da Atanasio Soldati e Galliano Mazzon, hanno posto le basi per un’astrazione rigorosa e “concreta”, influenzata dal neoplasticismo di Mondrian.

Cementite su tela, 190,3 x 115,5 cm. Torino, Galleria d’Arte Moderna.
Tra i maestri spicca Lucio Fontana, pioniere dello Spazialismo negli anni ’40. Le sue “tele bucate” (Concetti spaziali) non dipingono: perforano lo spazio, simboleggiando l’infinito cosmico e aprendo porte a nuove dimensioni. Emilio Vedova, veneziano, porta dinamismo esplosivo nei suoi cicli come Spleens (1950s), dove gesti violenti di nero e rosso evocano rabbia sociale e esistenziale, anticipando l’informale.
Negli anni ’50-’60, il gruppo Fronte Nuovo delle Arti include talenti come Afro Basaldella, con composizioni liriche e materiche, e Ennio Morlotti, maestro del “frontale”: campi cromatici vibranti che pulsano di energia interiore. Alberto Burri, umbro, rivoluziona con i suoi Cretti e combinazioni di plastica bruciata, trasformando il quadro in reliquiario tattile. Oggi, artisti come Carlo Alfano o Mimmo Paladino (ibridando astratto e segno) mantengono vivo il filo.
L’astrattismo italiano tensiona tra rigore geometrico e lirismo gestuale, riflettendo l’anima nazionale: passione contenuta in forma pura. Musei come il MART di Rovereto custodiscono questo patrimonio, invitando a un’astrazione che parla all’universo interiore.
Riferimenti bibliografici online essenziali
Ecco 5 riferimenti online in italiano particolarmente utili per studiare l’arte astratta, con breve sintesi in italiano e link:
- Edizioni Atlas – “L’Astrattismo. La lezione digitale”
https://www.edatlas.it/it/magazine/servizi-per-il-docente/astrattismo-lezione-digitale
Pagina pensata per la didattica scolastica, offre una chiara introduzione storica all’astrattismo tra 1910 e 1915, spiegando la rottura con la rappresentazione figurativa e la nascita dell’arte come puro mezzo espressivo di segni, linee e colori. - Storiologia – “L’Astrattismo” (sezione correnti culturali)
https://www.storiologia.it/movimenti/corr08.htm
Scheda sintetica su correnti culturali in cui l’astrattismo è presentato come movimento artistico del Novecento, con cenno alle prime mostre d’arte astratta in Italia (Kandinskij 1934, Torino e Roma) e al ruolo di artisti come Magnelli nell’affermazione della pittura astratta “puramente” non figurativa. - Studocu – “Arte astratta: evoluzione e filosofia dall’inizio al modernismo”
https://www.studocu.com/it/document/accademia-di-belle-arti-di-venezia/storia-dellarte-contemporanea/arte-astratta-pdf/35691902
File‑PDF riassuntivo usato come studio universitario, che traccia l’evoluzione dell’arte astratta dal suo avvio alle correnti moderniste, distinguendo tra astrazione di tipo emotivo‑simbolico e astrazione geometrico‑razionale, con focus su colore, ritmo e forma. - Kunstplaza – “Arte astratta – panoramica del movimento non figurativo”
https://www.kunstplaza.de/it/periodi-artistici/arte-astratta-movimento-artistico-non-rappresentativo/
Breve panoramica divulgativa in italiano che definisce l’arte astratta come pratica non figurativa, spiegando come linee, forme, colore e segni gestuali sostituiscano la rappresentazione realistica, con cenno alle principali declinazioni nella pittura e nella scultura contemporanee. - Centro Studi Osvaldo Licini – “Astratto” (pagina dedicata all’astrazione di Licini)
https://www.centrostudiosvaldolicini.it/astratto
Pagina monografica che illustra la “svolta astratta” di Osvaldo Licini, pittore marchigiano, analizzando la sua evoluzione dagli anni Trenta verso un’astrazione precoce nel panorama italiano, con riferimenti a soggiorni parigini e al dialogo con gruppi milanesi come la galleria Il Milione.


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